Le Officine Helmutt sono un laboratorio creativo che nasce
nel 1997 come sport mentale di Tomaso Baj il quale ha
avuto necessità di mettere in pratica e realizzare le
idee ritenute psicotiche dalle persone che lo circondavano
in quel periodo. Studio senza fissa dimora ha creato le
sue opere migliori in condizioni di lavoro a dir poco
drammatiche. Con attrezzature da poche lire (molti meno
euri) si è messo al pari di aziende che avevano la
fortuna (così sembrava) di avere miliardi da spendere in
megamainframe per la grafica. La sua natura underground si
è concretizzata dal fatto che le persone da esso
frequentate erano artisti di strada i quali hanno
collaborato per un utilizzo dei computer con nuove idee, e
sin da subito si sono manifestati contrari alla realtà
dell'applicazone di vecchie idee derivanti dalle
fotocomposizioni sui nuovi strumenti creativi. L'incontro
fortunato con Paolo Giomo della Red Edizioni porta il
laboratorio alla pratica della ricerca
artistico-informatica per circa due terzi del tempo
lavorativo. Frutto di questa ricerca sono gli oltre
quaranta libri con CD allegati di musicoterapia. Sotto il
periodo natalizio con Giovanna Galeazzi e Fabrizio
Bellanca si realizza con cinque milioni di attrezzature
l'annuario del Corriere della sera. Prosegue poi, con la
collaborazione di Antonella Mentasti, la ricerca della
grafica per mappe geografiche. Il risultato eccezionale,
oggi normale, ma ottenuto nel 2001, è quello visibile nel
link alla pagina s mappe. Contemporaneamente ispirato alla
grafica caotica di Lorenzo Butti, su idea di Silvia
Taborelli realizza giornalini studenteschi di elevata
qualità.
Le Officine Helmutt sono un laboratorio aperto per
malattia